28 giugno 2008

Meduse



Qualora Vi capitasse di entrare in contatto con una medusa, ecco quali sono i provvedimenti da attuare immediatamente:

  1. irrigate la parte colpita con acqua di mare (non con acqua dolce, che stimola il rilascio del veleno);
  2. applicate alla zona interessata o immergetela in una soluzione di acido acetico al 5% (aceto) per almeno 30 minuti o finché scompaia il dolore (se non è disponibile l'aceto nel luogo nella spiaggia nella quale vi trovate, potete provare con bevande acide, come i succhi di frutta);
  3. rimuovete i frammenti di tentacoli con pinze e, se il dolore persiste, applicate alla parte lesa schiuma da barba, seguita, dopo 5 minuti, da una rasatura accurata con un rasoio o con oggetto duro e smusso tenuto perpendicolare alla cute (per esempio, un abbassalingua o una carta di credito);
  4. per alleviare il dolore mentre Vi recate in Pronto Soccorso, immergete la zona colpita in acqua calda.

In ogni caso, è consigliato l'accesso in Pronto Soccorso per la somministrazione di un farmaco antistaminico per alleviare il prurito, farmaci analgesici e/o anestetici per alleviare ulteriormente il dolore e per la profilassi antitetanica;
In caso di segni e sintomi sistemici, è necessaria un'osservazione in Pronto Soccorso per almeno 6-8 ore, perché i fenomeni di rimbalzo sono comuni.
L'efficacia dell'ammoniaca e dell'urina non è mai stata dimostrata scientificamente.

18 marzo 2008

Complimenti vivissimi

Ieri sera mia madre mi ha rivolto l'ennesimo complimento:
"Sei una gatta morta".

-_-

14 marzo 2008

Desideri in forma di quesiti

Quando cambierà la situazione?
Quando passerà la cappa di oppressione che avviluppa ogni mio tentativo d'autonomia?
Quando potrò spiccare il volo e decidere liberamente la direzione del mio viaggio?

Esiste una sola vita e mi piacerebbe assaporarla completamente, senza filtri né divieti.

22 gennaio 2008

Gallina ruspante



Del medico di base che mi sta seguendo fornirei la seguente descrizione: possiede due neuroni collegati da una spirocheta.

30 ottobre 2007

Buone notizie

Oggi due canzoni mi risuonano nella mente.
Temo che, se non le metterò per iscritto, non usciranno più dalla mia testa.
La prima inizia così:

"Caro Lughi, ti scrivo: così belughiamo un po'..."

^_^

La seconda è una versione rielaborata di una canzone di Giorgio Gaber, che cantavo sempre quando ero bambino nei momenti più felici e spensierati:

"Il suo nome era...Cerutti Gino, ma lo chiamavan Drago. Gli amici al bar del Cardellino dicevan ch'era un mago".

22 settembre 2007

Le nere scale della mia taverna




Le nere scale della mia taverna
tu discendi tutto intriso di vento.

I bei capelli caduti tu hai

sugli occhi vivi in un mio firmamento

remoto.

Nella fumosa taverna

ora è l'odore del porto e del vento.

Libero vento che modella i corpi

e muove il passo ai bianchi marinai.


S. Penna


La scena è molto semplice: un marinaio giunge nel luogo dove si trova l'autore. Porta l'odore del porto e del vento, il ricordo di occhi vivi come stelle, una forte carica vitale: è la tua, Lughi, che ora illumina le nere scale della mia taverna.

Andrea



Andrea s'è perso s'è perso e non sa tornare
Andrea s'è perso s'è perso e non sa tornare
Andrea aveva un amore Riccioli neri
Andrea aveva un dolore Riccioli neri.

(...)

Occhi di bosco contadino del regno profilo francese
Occhi di bosco soldato del regno profilo francese
E Andrea l'ha perso ha perso l'amore la perla più rara
E Andrea ha in bocca un dolore la perla più scura.

Fabrizio De André

21 settembre 2007

Grazie alla Ditta

Grazie a tutta la Ditta, perché Vi sento vicini.
Ci incontreremo di nuovo: abbiate pazienza.
Ora sto conducendo un viaggio doloroso e lacerante dentro me stesso.
Ma voglio guarire e ce la metterò tutta.
A presto!

La frase del giovedì

Da ieri mattina questa frase mi rimbomba nella mente: "A parte che non ho capito perché hai interrotto l'amicizia".
Allora non solo a me pare un sacrificio eccessivo e sproporzionato.
Spero che la Ditta vegli su di me, perché ho davvero bisogno di aiuto.
Sto male.